Il paese dove l’Iva è al 7% e le tasse per le imprese al 4%

Il paese dove l’Iva è al 7% e le tasse per le imprese al 4%

L’Isola di Tenerife e l’Arcipelago delle Canarie in generale non hanno dalla loro parte solo una natura spettacolare e selvaggia ed un clima formidabile, ma anche un sistema fiscale molto vantaggioso.

Questo perché le Canarie sono definite come zona ZEC, ovvero zona franca economica canaria. Il Governo locale possiede una forte autonomia e può amministrare l’economia dell’arcipelago in modo da favorire gl’investimenti e la crescita economica. In particolare, è chi vive di rendita (grazie ad una pensione o ad un business gestibile a distanza) ad avere i maggiori vantaggi, perché le tasse e imposte alle Canarie possono essere paragonate a quelle presenti in un piccolo paradiso fiscale, pur restando nella piena legalità e nell’Unione Europea.

Se si vuole aprire una nuova attività, esistono specifici fondi di finanziamento che possono contribuire fino al 60% dell’investimento. In molti casi basta un investimento minimo per ottenere agevolazioni fiscali. Anche qualora si effettua una spesa importante, si possono avere delle ottime agevolazioni. Nel caso ad esempio si decida d’investire 100.000 € e si assumano 5 persone, si può ottenere un prelievo sul reddito d’impresa in una percentuale che varia appena tra l’1 e il 5%.

L’IVA alle Canarie, per come la conosciamo noi in Italia, semplicemente non esiste. Al suo posto c’è un’imposta che si chiama IGIC e che pesa in media il 5% sull’imponibile. Questo fattore concorre a rendere il costo della vita alle Canarie il più basso d’Europa e offre una motivazione molto interessante per chi possa usufruire di un reddito fisso derivante dal proprio paese.

I pensionati che faticano a vivere con una pensione bassa in Italia possono considerare un trasferimento parziale o totale alle Canarie, visto che il livello di tassazione della persona fisica diventa notevolmente più basso. Ricevendo la pensione alle Canarie il reddito imponibile lordo (che resta identico a quello italiano) viene tassato secondo le leggi delle Canarie, offrendo una pensione netta più alta perché l’irpef richiesta cala drasticamente. Se si unisce questo fattore alla presenza di un IVA molto bassa, si ci può rendere immediatamente conto dei vantaggi di un trasferimento alle Canarie.

Grazie al regime fiscale accordato con Decreto regio alla «Zona Especial Canaria» un pensionato con un assegno di 1000 euro mensili ne prenderebbe 1.140.

L’Iva, è al massimo al 7%, un litro di benzina si paga 1,08 euro, le Marlboro 2 euro e 30 cent e si mangia al ristorante, (pasto completo inclusa birra, antipasti e amaro) con poco più di 10 euro. Per non far lievitare i prezzi basta tenersi lontani dai locali più “turistici”.
Senza contare l’azzeramento per il costo del riscaldamento: a quella latitudine (in prossimità del 28° parallelo, dunque più vicino all’equatore de Il Cairo) termosifoni, caldaie e trapunte sono del tutto sconosciute.

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